• Valerio Spadoni

La Motivazione Scientifica per i giovani (sportivi)

E’ inutile ricordare quanto lo sport sia importante per la crescita dei giovani. A qualsiasi livello venga svolto, lo sport trasmette valori come l’aggregazione e lo spirito di sacrificio, oltre ad essere un toccasana per il benessere psico-fisico. Da sportivo e da addetto ai lavori ritengo inoltre che lo sport sia una vera e propria scuola di vita, un percorso di crescita personale che migliora il giovane, preparandolo a quella che sarà un domani la vita adulta, con le sue mille sfaccettature. D’altra parte la vita di per sé “è sempre in costante evoluzione. Il suo proposito è di migliorarsi, perfezionarsi, mettere in atto il Kaizen”. Come dicono i giapponesi e lo scrittore Marcos Cartagena. E questo vale anche per lo sport. Lo sport è dedizione, miglioramento, perfezionamento. Nello sport, così come nella vita, è importante porsi un obiettivo e lavorare per raggiungerlo, è importante conoscere le proprie capacità e capire come migliorarle. Ed è importante soprattutto che i giovani vengano messi nelle condizioni giuste per crescere, ciò significa anche che devono avere vicino, persone che sono in grado di far emergere le loro qualità.


All'interno del panorama calcistico, penso fermamente che uno dei migliori allenatori al mondo nel saper lavorare sull’aspetto mentale dei giocatori sia Jurgen Klopp. Il tecnico tedesco ai tempi del Borussia Dortmund utilizzò la Motivazione Scientifica per aumentare la qualità delle performance dei suoi giocatori. E anche grazie a questo strumento riuscì a vincere, nei suoi anni al BVB, due scudetti, due supercoppe di Germania e una coppa di Germania, sfiorando la Champions League nella stagione 2012-13 dove cedette il passo, soltanto in finale, al Bayern Monaco.


Visti gli ottimi risultati, probabilmente ti starai chiedendo: Cos'è nello specifico la Motivazione Scientifica?


La Motivazione Scientifica analizza il Dna emotivo della persona o dell’atleta. Fa emergere e mette in risalto le sue motivazioni intrinseche, i bisogni fondamentali che l’individuo deve soddisfare nell’arco di una giornata e nell’arco di una vita. E’ uno strumento che dà consapevolezza e che permette, come nel caso di Klopp, di capire come meglio interagire con i giocatori e come tirar fuori le loro peculiarità più nascoste.


Inoltre l’aspetto più affascinante è che la Motivazione Scientifica può essere applicata in qualsiasi settore e a qualsiasi età, dai 12enni in su. Applicarla negli adolescenti significa avere una mappa ben delineata delle loro personalità e in base a questa, è possibile capire quali sono le scelte (sportive e di vita) migliori da fare per vivere esperienze più appaganti. Aspetto tuttaltro che da sottovalutare perché, essendo stati tutti adolescenti, sappiamo bene quanto possa essere impegnativo, ad esempio, dover scegliere determinati indirizzi scolastici ad un’età (13-14 anni), dove la maggior parte delle volte manca la consapevolezza necessaria per fare la scelta giusta. E se la scelta poi viene sbagliata, non è sempre possibile rimediare. Ecco perché diventa fondamentale utilizzare strumenti che riducono al minimo il margine di errore, strumenti che aprono la mente e che portano alla vittoria personale, nello sport e nella vita.


Dopo tutto, come abbiamo detto, la vita è miglioramento, è mettere in atto il Kaizen. E allora perché non migliorarsi?


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