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RMP italy | GLI ESPERTI DELLA MOTIVAZIONE SCIENTIFICA.

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  • Luca Sartori

ALLINEARE GLI OBIETTIVI AI MOTIVI

Aggiornato il: 12 nov 2019


Quando seguii il corso di neuropsicologia all’Università, parlando di attenzione, mi colpì e mi rimase impresso questo fatto: è possibile spostare l’attenzione su un punto dello spazio senza spostarvi lo sguardo (o la mano), ma è impossibile spostare lo sguardo o la mano su un punto dello spazio senza prima spostarvi l’attenzione. Pensaci. Non potremmo afferrare un oggetto se non l’avessimo prima selezionato consapevolmente o inconsapevolmente; non potremmo calciare una palla dentro una porta o tirarla dentro un canestro se non avessimo prima selezionato il target dell’azione.


Quanto appena detto è piuttosto intuitivo e riguarda delle azioni “semplici” che avvengono in un arco temporale breve; concettualmente la questione non è molto diversa (o non dovrebbe esserlo) quando l’obiettivo è, ad esempio, “ottenere un certo risultato in un certo periodo di tempo”. Nella realtà la faccenda è un po’ diversa e le cose si complicano.

Se, spinto dalla sete, decido di afferrare un bicchiere pieno d’acqua appoggiato sul tavolo è decisamente improbabile che io interrompa l’azione bloccando il braccio a metà strada, per un calo di motivazione, pensando: “Caspita, ma quanto è lontano quel bicchiere? Meglio rinunciare”. Questo non accade. Invece, sappiamo tutti molto bene che nel caso di obiettivi “complessi” a medio-lungo termine sono in agguato una serie di fattori che possono minarne facilmente il raggiungimento, bloccandoci talvolta lungo il percorso. Per questa ragione, nel coaching si lavora sempre con obiettivi così detti ben formati, ovvero obiettivi definiti in base a una serie di specifiche caratteristiche e criteri, che aiutano a mantenere attivo il processo e monitorarne l'avanzamento. Tuttavia, un obiettivo che pur rispetti tutti i crismi non garantisce di per sé il raggiungimento dello stesso se manca una cosa: la MOTIVAZIONE.


La spinta motivazionale, il motivo all’azione, è qualcosa di emozionale, non razionale. Possiamo essere incoraggiati, supportati o spronati da qualcuno di esterno; possiamo utilizzare tecniche di visualizzazione per rendere l’obiettivo attraente e desiderabile; possiamo continuare a ripeterci che è veramente quello che vogliamo per convincerci che lo sia. Ma sarà tutto inutile se, sotto sotto, stiamo rincorrendo qualcosa che non è poi così importante per noi; sarà tutto inutile senza quell’emozione che non solo ci dà la spinta iniziale, ma che ci accompagna durante tutto il processo finché non abbiamo ottenuto ciò che volevamo. Tale emozione deve essere ricercata nei nostri motivi intrinseci, quelli più forti che guidano il nostro comportamento. L’analisi motivazionale attraverso il Reiss Motivation Profile® ci permette sin da subito di prendere consapevolezza di ciò che vogliamo a livello profondo; ci permette a priori di costruire, definire e allineare un obiettivo ai nostri motivi intrinseci, con l’ovvio vantaggio di risparmiare tempo, energie e denaro nel perseguire qualcosa che, solo strada facendo, potremmo scoprire non essere quello che volevamo.


Ora, non dico che raggiungere un obiettivo allineato ai nostri motivi sarà facile come bere un bicchiere d’acqua, ma il desiderio di raggiungerlo ci renderà inarrestabili come la mano che va ad afferrare quel bicchiere.


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